Dice Giorgio Agamben in un interessantissimo intervento dal titolo Sulle difficoltà di leggere:
"Ma allora vorrei dare un consiglio agli editori e a coloro che si occupano di libri: smettetela di guardare alle infami, sí, infami classifiche dei libri piú venduti e – si presume – piú letti e provate a costruire invece nella vostra mente una classifica dei libri che esigono di essere letti. Solo un’editoria fondata su questa classifica mentale potrebbe far uscire il libro dalla crisi che – a quanto sento dire e ripetere – sta attraversando."
Come dargli torto?
Che tristezza vedere, in cima alla classifica dei libri più venduti, il trionfo della banalità.
Eppure quei libri vengono venduti, e se quei libri vengono venduti è perché qualcuno li ha comprati. Niente affatto scontato in un momento economico come quello attuale.
Perché magari si spendono ben volentieri 15 euro per il libro-spazzatura di cui si è vista la pubblicità alla tv, nei giornali, nei manifesti delle strade. Ma non se ne spende lo stesso tanto per il libro capolavoro, quello che ha davvero qualcosa in più.
E questa è la dura lex, sed lex, del mercato dei libri. Niente illusioni. Ci sono libri di esordienti che valgono più di molti best seller. Ma rimangono là, negli scaffali delle librerie, a prendere polvere.
Scaffali delle librerie? Quali?
Ah, già, è vero: i libri degli esordienti, spesso, negli scaffali delle librerie neanche ci arrivano. Sono pochi, infatti, quei librai coraggiosi che si osano esporre volti sconosciuti e nomi non altisonanti. Che consigliano al lettore incerto una voce fuori dal coro. Sono pochi, è inutile nasconderlo. E spesso, quei pochi, sono anche quelli che non si lamentano, che continuano a testa bassa il proprio lavoro, con entusiasmo sempre rinnovato. Mentre gli altri si lamentano. Lamentarsi è lo sport nazionale - lo stiamo facendo anche noi, in questo momento -. E così ecco grandi librerie che raccontano la grande crisi, ma che poi non sanno prendere la vera scelta coraggiosa, quella che, come dice Agamben, "potrebbe far uscire il libro dalla crisi".
Il discorso vale, allo stesso modo, per le case editrici. Dai, lo sappiamo bene tutti: se non sei un nome della politica, del calcio, dello spettacolo, etc., e sei al tuo primo libro, poche case editrici ti concederanno uno spazio. Oppure te lo concederanno, sì, ma a pagamento. E così ecco che si inficia la qualità sul mercato, ed è il solito cane che si morde la coda.
E allora, Agamben, che si fa?
Noi del Cenacolo abbiamo provato una via alternativa. Come noi, altre piccole case editrici indipendenti. La ricetta non è difficile: quando ci arrivano i manoscritti, non guardiamo il nome dell'autore. Non ci andiamo a informare su google per vedere cosa ha fatto nella vita. Non lo cerchiamo su facebook per sapere quanti sono gli amici che potrebbero acquistare il suo libro. Quando ci arriva un manoscritto, noi lo leggiamo. E se ci piace glielo pubblichiamo pure! Certo, la verità? Non è facile. Alle presentazioni non ci sono i fiumi di persone che ci sono alle presentazioni di Fabio Volo. I libri spesso rimangono ammucchiati negli scatoloni - no, nelle librerie non sempre ci arrivano. Vedi sopra - qualche mese. Qualche copia rimane invenduta. Altre invece vengono esaurite in fretta, non si può mai sapere, e non necessariamente dipende dalla qualità del libro in sé.
Però ci piace così, perché crediamo nell'arte, nella letteratura. Crediamo che ci siano giovani talentuosi che meritano uno spazio. E proviamo a darglielo.
Abbiamo fatto anche un'altra cosa, sai, caro Giorgio? Abbiamo pubblicato una collana di classici della letteratura italiana, a 2 euro. Eccolo il nostro metodo per combattere la crisi: abbiamo chiesto alla gente di partecipare nel processo letterario, di diventare mecenati. E l'hanno fatto. Così invece che il trionfo della banalità, noi abbiamo pubblicato Il trionfo della morte, di D'Annunzio. E Una vita, di Svevo. E Le avventure di Pinocchio, di Collodi. E altri titoli, da qui a pochi mesi, verranno pubblicati.
Insomma, caro Agamben, noi nel nostro piccolo ci stiamo provando. E non che sia semplice. A volte viene la tristezza, cadono le braccia a terra, viene voglia di mollare tutto. Però siamo qui, e resistiamo.
E voi, cari lettori, ci date una mano?
La redazione de Il Cenacolo di Ares
ps: un ringraziamento particolare lo vogliamo fare. A quei lettori che ci seguono, che comprano i nostri libri anche se non hanno dietro lo stemmino Mondadori.
E a quei negozi, locali, studi, etc, che ci hanno voluto appoggiare nella collana di classici. Li ringraziamo uno per uno: lo studio ortodontico del dott. Rossano Farci, il CNGEI di Cagliari, l'odontoiatra infantile Paola De Martis, lo studio ortopedico del dott. Paolo Porcella, la farmacia Ferralasco, Fumettando, Bar Roma, l'Hotel Sabbie d'Oro, il Bar Betzabea, La Piadona, Dante Alighieri Gesellschaft di Norimberga, la pizzeria Piccola Capri, la Cooperativa Archeodata, la pizzeria Funiculì, Pizzamania, la copisteria Pergamena, il Caffè letterario Volta Pagina, lo studio EDILO, Mamopizza, Pani e Casu.