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  1. Matti da sognare

    lunedì 23 settembre 2013

    - Sono emozionato, ha detto EffeMaschio a EffeFemmina mentre andavano a letto.
    Hanno appena modificato la foto della pagina Facebook del loro libro scritto a quattro mani, e cominciato ufficialmente la promozione. Lei ha sorriso, felice:
    - Sono emozionata anche io.
    Si chiamano con lo stesso nome le due Effe, e siccome chiamarsi nello stesso modo non e’ comodo hanno deciso di darsi un nome nuovo: cosi sono diventati EffeFemmina ed EffeMaschio, ma per tutti sono semplicemente DoppiaEffe.
    Cioe’ io. 
    Sono il loro alter ego comune, nasco da un’unione: non sono né l’uno né l’altro ma loro due insieme, un po’ di entrambi. Ed essendo la fusione di due personalità la mia e’ la voce piu’ adatta per raccontare la storia di questi due sognatori un po’ matti.
    Per raccontare le emozioni che provano di fronte alla materializzazione della loro fatica su delle pagine di inchiostro ci sarebbe da raccontare come il libro e’ nato, i mesi convulsi della correzione, e quelli della scrittura.
    C’e’ l’incredulita’ di avercela fatta davvero a mettersi a nudo e raccontarsi in un libro che non si sa nemmeno a che genere letterario appartenga. Cosa e’ Matti da Sognare?
    Non e’ un romanzo, perche’ la sua storia non e’ inventata.
    Non e’ un diario, perche’ non c’e’ un ordine cronologico di eventi.
    Non e’ un manuale, perche’ le due Effe non hanno la pretesa di dire a nessuno come si deve vivere la propria vita.
    E’ un libro motivazionale? Oddio, mi vengono i mente quei tizi classicamente statunitensi che vanno a far infogare la gente raccontando stronzate. No, decisamente non ci siamo.
    Cosa e’ quindi Matti da Sognare? Anche dal suo non appartenere a un genere si capisce che anche lui sia matto, matto come i due matti che l’hanno scritto e che in esso si raccontano.
    E’ curioso che il nome sia nato un anno fa, prima che il libro esistesse. E’ venuto fuori da Matti da legare…ossia il termine usato da un sacco di persone per descrivere le due Effe quando hanno deciso di partire per un viaggio intorno al mondo. C’e’ stato il viaggio, e poi il blog, e poi una mostra fotografica….un crescendo di emozioni condivise con tante persone, sempre di piu’, e il libro e’ l’apoteosi di questo. E questo elettrizza e spaventa insieme.
    Quando sono partiti qualcuno profetizzo’: “Quando tornerete scrivete un libro”. E le due Effe non e’ che ci credessero tanto a questa cosa. “Figurati, noi un libro..”. E invece un giorno hanno pubblicato la loro storia in un blog di viaggiatori e sognatori. E il link ha cominciato a girare su Facebook, ed e’ arrivato tra delle mani preziose. E una mattina soleggiata tra le montagne di Bariloche hanno trovato un’email che diceva loro che la loro storia era bella, “Vi piacerebbe scrivere un libro?“. La ruota del caso, la catena degli eventi: per seguire un sogno avevano lasciano il lavoro col patema d’animo di stare facendo una follia, e si si sono trovati a scrivere un libro, un altro sogno in quel cassetto traboccante. Perche’ provare a realizzare i propri sogni non chiude la porta alla vita, ma apre la strada a nuove opportunità.
    Quando EffeFemmina ha rinunciato a studiare lettere per l’informatica non avrebbe mai pensato di poter vedere il suo nome stampato su un frontespizio diverso da quello della tesi di laurea. Immaginate come si puo’ sentire.
    Immagino cosa dovesse essere scrivere un libro a mano, o con la macchina per scrivere - ha detto EffeMaschio. 
    Il rapporto che si creava con le parole, con le pagine…non un copia e incolla per cambiare quello che non piaceva, la fatica di dover riscrivere tutto daccapo.
    Non riesco a immaginare la fatica di allora, perche’ per me e’ stato faticoso anche cosi, anche nei tempi del copia e incolla, ha risposto EffeFemmina. -
    E’ stato faticoso passare alcuni mesi dedicati solo al libro; si alzava la mattina e doveao scrivere. E certi giorni la musa le era accanto, e suggeriva flussi di pensieri e ricordi e spunti narrativi. Altri giorni non c’era, era a consigliare qualcun altro, e lei stava di fronte allo schermo del pc o al quaderno con appunti e schizzi senza una mezza idea che le attraversasse il cervello. 
    Ha scoperto che la storia non e’ tutta nel cervello, si deve costruire mattone per mattone. Devi trovare le parole giuste, e puoi perderci ore sulla stesa frase per farla suonare come vuoi che suoni. Perche’ la perfezione diventa ossessiva, e solo quando una frase e’ anche una musica armoniosa vuol dire che e’ perfetta.
    E puoi perdere giorni a riscrivere l’Introduzione, perche’ non ti piace, perche’ ti sembra che non presenti bene il libro, che non definisca il narratore ne’ l’oggetto.
    Puoi scrivere alla terza persona, e poi cambiare alla prima perche’ il narratore non funziona, e poi tornare alla terza.
    Puoi dover cambiare tutti i tempi verbali, perche’ nella tua regione il passato remoto non esiste, ma nella lingua italiana si, e puoi scoprire che invece e’ piacevole leggerlo e usarlo.
    Ma ora il sapore di questa fatica e’ piu’ dolce guardando la copertina colorata poggiata sul tavolo della cucina, un disegno con le nuvole e le due Effe che ci volano in mezzo. L’adrenalina ha cominciato a scorrere a fiumi quando hanno preso in mano la bozza stampata, fino a quando il libro era un file sul pc aveva meno consistenza….ma vedere i loro nomi, e le nuvole e la mongolfiera…

    E’ un libro molto intimo “Matti da Sognare”, senza finzioni, mette a nudo le due Effe completamente, senza coperture. E’ scritto a due voci, e dentro c’e’ tanta DoppiaEffe, sia nelle parole di cui e’ composto, sia nella sua storia di scrittura e correzione.
    Negli ultimi due anni  le due Effe hanno ricevuto decine di email e messaggi da perfetti sconosciuti che li ringraziavano per avere aperto il loro mondo, per l’ispirazione, o che semplicemente facevano  un in bocca al lupo. Ora chissa’ cosa pensera’ chi leggera’ il libro, chissa se piacera’, chissa se qualcuno lo trovera’ supponente, noioso, avvincente o scritto male…chissa se vi ci ritroverete in quelle pagine voi lettori, se questo libro sarà in grado di far battere i vostro cuori, di risvegliare sogni addormentati stipati nel cassetto, di darvi la forza di dire “da oggi prendo in mano la mia vita”, di ispirarvi ad uscire per un attimo dalla routine della quotidianità per respirare un’aria nuova, di libertá.
     Perché questo é l’obiettivo di questa pubblicazione: le due Effe non diventeranno ne’ ricchi ne’ famosi, come li sfottono gli amici, hanno una pretesa ancora piu’ grande, quella di ispirare con il loro libro, raccontando la storia di due persone comuni che hanno scelto di provare a realizzare un sogno che sembrava complicato, irraggiungibile, impossibile. Ed alla fine ce l’hanno fatta.
    Il cammino non é stata una passeggiata, hanno dovuto passare momenti di forte pressione, navigando controcorrente, colti da tempeste che li sbattevano di qua e di la. La societá che li circondava e che li ha cresciuti ed educati ha provato con tutte le sue forze a farli desistere. E le loro gambe hanno tremato mentre il terreno si sgretolava sotto i loro piedi giorno dopo giorno, sotto i colpi delle famiglie, degli amici, dei datori di lavoro.
    Ma quando l’ultimo granello di terreno si e’ sgretolato, a un passo dalla rinuncia,  hanno spiccato il volo, e li tutto é diventato improvvisamente piu leggero. La mongolfiera li ha portati sempre piu in alto, al di la della gabbia dorata in cui vivevano. Ed é stato fantastico poter respirare a pieni polmoni la libertà.
    Questo sancirà il successo, non le copie vendute ma il numero di persone che provera’ empatia nel leggere la storia di due  pazzi talmente matti da sognare in grande. E’ un inno ai sogni e ai desideri “Matti da Sognare”, al coraggio di avverarli, un inno alla libertà di vivere come si vuole, senza catene.  E’ una voce che ricorda che la vita non si puo’ legare a crisi economiche che passeranno,e e poi ne arriveranno altre, e passeranno anche quelle. E’ una voce positiva che sperano possa spronare a realizzare i propri sogni. Perchè si, si può fare, e se ce l’hanno fatta loro, perchè non ce la potete fare anche voi?
    Buona lettura :)
    DoppiaEffe


    (Questo post è stato pubblicato anche sul blog degli autori: http://www.flipthroughtheworld.com/ )

  2. martedì 17 settembre 2013


    Consigli di lettura #2:
    Piccoli Maestri, di Luigi Meneghello

    Scrivo questo pezzo senza avere neppure terminato la lettura del romanzo. Lo scrivo così, a scatola chiusa, perché giunta ai tre quarti di Piccoli Maestri, di Luigi Meneghello, sento di poter scommettere sulla grandiosità del prosieguo.
    Piccoli Maestri parla della guerra partigiana. Una guerra che non viene mostrata dal punto di vista collettivo, ma da quello del singolo, che la rivive nella frammentarietà e nella precarietà della memoria.
    A molti anni di distanza dallo svolgimento delle vicende, l’autore-narratore recupera il filo dei ricordi, li mette in ordine, racconta a noi future generazioni cosa sono stati quegli anni. Confusione, prima di tutto. Sono stati un tentativo di riordinare il presente invertendo il passato; sono stati una piattaforma di scontro e incontro di migliaia di teste distinte, ognuna col proprio progetto per il mondo, ognuna col proprio colore in mente. Tutti uniti dalla voglia coraggiosa di fare la propria parte, di mettersi in gioco. Ragazzi, soprattutto. Dell’età dell’università, o della scuola. Accomunati, questo sì, da alcuni grandi personalità che fanno da apripista, da esempio concreto sul campo. È il caso, ad esempio, di Antonio Giuriolo, insegnante che non insegna perché non ha voluto giurare al fascismo, ma dove “s’impara quello che si dovrebbe imparare a scuola”[1].
    E sono loro, questo gruppetto sparuto di ragazzi vicentini, i protagonisti che vediamo crescere pagina per pagina, assorbire gli esempi, impelagarsi in errori materiali e dubbi esistenziali, e trasformarsi poi, a loro volta, in “piccoli maestri”.
    È un romanzo alla ricerca continua di un modello etico, e che, come tale, si pone oggi come quel modello che ricerca.
    Ma, soprattutto, è un romanzo di facile lettura, scorrevolissimo. La scrittura di Meneghello è una scrittura limpida, fresca, infinitamente vitale. La sintassi, estrememanete lineare, si arricchisce di interpolazioni ironiche, sarcastiche, che danno un gusto più intenso alla narrazione e che non risparmiano al lettore, anche nelle scene più drammatiche, qualche sorriso.
    In particolare, mi permetto di suggerire l’edizione della BUR (che si rifà alla versione rivista del 1976) con la bellissima introduzione di Maria Corti, dove vengono ricordati il peso e l’importanza di un autore spesso sottovalutato.




    Carola Ludita Farci
    (questo post è già uscito per http://dafabrizio.wordpress.com/)

    [1] Luigi Meneghello, Piccoli Maestri, BUR, Milano, 1998, p. 32.

  3. lunedì 9 settembre 2013

    Consigli di lettura:
    Fausto e Anna di Carlo Cassola

    Di Cassola non avevo mai letto nulla. Non era, a dire il vero, neppure di quei nomi che sentivo così di frequente. Sì, Fausto e Anna mi suonava di qualcosa, ma non lo ricollegavo certo a un capolavoro, a uno di quei libri che si DEVONO leggere. Nessuno, credo, me ne aveva mai parlato così.
    Poi, una mattina, mi sono ritrovata al mercatino, ed è successo che l’unico libro che costava meno di due euro fosse Fausto e Anna. Che poi, diciamocelo, il titolo non è un granché, e nessuno dei due nomi mi è mai piaciuto particolarmente.
    Poi però ho letto la prima riga. E la seconda. E la terza, e via di seguito, in una di quelle letture dove solo a fine capitolo ti ricordi di vivere nel pianeta Terra.
    La trama è bipartita: da una parte Fausto, dall’altra Anna. La loro storia d’amore ci viene illustrata dal punto di vista di entrambi. E, per quanto i caratteri dei due protagonisti siano molto diversi, e per quanto le loro personalità spesso tendano agli opposti, ed entrambi incarnino perfettamente la mentalità del loro tempo – che non coincide con la nostra –, bè, nonostante tutto questo, è davvero difficile non sentirsi trasportare, non tendere a personificarsi con loro.
    Il lettore si trova a fare il tifo contro il destino e la società, ma anche e soprattutto contro  quella parte dell’indole umana che non è facilmente controllabile e che mette in crisi sentimenti profondi. La grandezza del romanzo, a mio parere, è proprio qui: nel modo che Cassola ha di dipingere i nostri contrasti più intimi, nel sottolineare la discrasia tra come siamo e come vogliamo apparire a noi stessi, e la profonda confusione che vige nella volontà di volere ciò che non si vuole e in quella di non volere ciò che si vuole.
    Un capolavoro.



    Carola Ludita Farci