Consigli di lettura:
Fausto e Anna di Carlo Cassola
Di Cassola non avevo
mai letto nulla. Non era, a dire il vero, neppure di quei nomi che sentivo così
di frequente. Sì, Fausto e Anna mi
suonava di qualcosa, ma non lo ricollegavo certo a un capolavoro, a uno di quei
libri che si DEVONO leggere. Nessuno, credo, me ne aveva mai parlato così.
Poi, una mattina, mi
sono ritrovata al mercatino, ed è successo che l’unico libro che costava meno
di due euro fosse Fausto e Anna. Che
poi, diciamocelo, il titolo non è un granché, e nessuno dei due nomi mi è mai
piaciuto particolarmente.
Poi però ho letto la
prima riga. E la seconda. E la terza, e via di seguito, in una di quelle
letture dove solo a fine capitolo ti ricordi di vivere nel pianeta Terra.
La trama è bipartita:
da una parte Fausto, dall’altra Anna. La loro storia d’amore ci viene
illustrata dal punto di vista di entrambi. E, per quanto i caratteri dei due
protagonisti siano molto diversi, e per quanto le loro personalità spesso
tendano agli opposti, ed entrambi incarnino perfettamente la mentalità del loro
tempo – che non coincide con la nostra –, bè, nonostante tutto questo, è
davvero difficile non sentirsi trasportare, non tendere a personificarsi con
loro.
Il lettore si trova a
fare il tifo contro il destino e la società, ma anche e soprattutto contro quella parte dell’indole umana che non è
facilmente controllabile e che mette in crisi sentimenti profondi. La grandezza
del romanzo, a mio parere, è proprio qui: nel modo che Cassola ha di dipingere
i nostri contrasti più intimi, nel sottolineare la discrasia tra come siamo e
come vogliamo apparire a noi stessi, e la profonda confusione che vige nella
volontà di volere ciò che non si vuole e in quella di non volere ciò che si
vuole.
Un capolavoro.
Carola Ludita
Farci

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