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  1. 10 titoli da mettere sotto l'albero

    lunedì 15 dicembre 2014

    Ultimamente sono entrata alla Feltrinelli, mercato diabolico dove si vende tutto meno che libri. Ho anche riflettuto, di recente, che siamo noi i primi a finanziare il grande a scapito del piccolo: andiamo al Carrefour invece che alla bottega sotto casa, etc. La scusa solita è che costa meno.
    Nel caso dei libri, manca anche questa scusa. Andiamo nelle grandi librerie (che di librerie hanno ben poco), perché?
    Ci sono dei marchi che pubblicano libri molto belli, è vero. Ma li conosciamo tutti. E sono sicura che in ogni letterina di Babbo Natale di voi lettori saranno presenti uno, due, tre Einaudi/Mondadori/Bompiani. Per carità, è giusto, ci sono anche nella mia! Però proviamo un po' a vedere se anche le case editrici più piccine, che magari vendono nelle librerie indipendenti, o tramite internet, hanno qualcosa da dire?  
     

    Ecco a voi una decina di titoli di piccole case editrici da mettere sotto l'albero. Buon Natale!
     
    1- A biliardino non gioca più nessuno di Nino Nonnis.
    Ebbene sì, ho un po' barato, sono partita da un classico. Chi non conosce A biliardino non gioca più nessuno? In Sardegna è assolutamente un cult. Definire la trama di un libro di Nonnis causa sempre qualche difficoltà, chi lo legge sa bene che la sua scrittura si posa da un soggetto all'altro, senza sosta, disegnando un bellissimo bozzetto di personaggi vari ed eventuali. A biliardino non gioca più nessuno è' il racconto della Cagliari di qualche decennio fa e dei suoi protagonisti. Un libro spassosissimo per quelli della mia generazione; addirittura esilarante per gli over cinquanta che ricordano bene ciò di cui il libro parla.
    La casa editrice è Grafica del Parteolla. Il libro è del 1997, ma dopo quasi vent'anni non ha perso niente della sua ironia graffiante. Prezzo recuperabile da internet: 7.75euro (non so se nelle librerie sia lo stesso).
     
    2- Adynaton di Mauro Tetti.
    Adynaton è un monologo teatrale, e come tutti i monologhi teatrali ben fatti ha tre caratteristiche principali: è scorrevole, fa riflettere, ed è breve. E' la tragica storia dell'ammazzamento di Micheleddu, visto attraverso il ricordo del fratello. Una storia dal retrogusto atzeniano, che parla della vera Sardegna (non quella da libro per turisti) e dell'animo umano. E' edito dal Cenacolo di Ares e nel 2010 ha vinto il premio Francesco Masala. Ah, ha anche un'altra qualità: è economico! Prezzo: 6.00 euro.
     
    3-  Quando parlavamo coi morti di Mariana Enriquez.
    Primo libro non sardo. Dai, ce lo mettiamo. Nonostante l'amore per la nostra terra è bene spingere lo sguardo anche oltre mare. In questo caso, addirittura, oltre oceano, dato che la scrittrice in questione è argentina. Il libro della Enriquez è composto da tre racconti, uno più avvincente dell'altro. Son storie a cavallo tra i temi lugubri del noir e quelli del realismo magico. Realtà e superstizione si mischiano e danno vita a delle trame che non dimenticherete.
    No, niente, non riesco a dirvelo quanto è bello sto libro: leggetelo! La casa editrice è Caravan, il prezzo 9.50.
     
    4- Intillimania di Aldo Brigaglia.
    E' un libro uscito un paio d'anni fa. Ricordo che lo comprai ma non lo lessi. Si tratta di una raccolta di articoli di giornali che raccontano la storia degli Inti Illimani e del Cile negli anni della dittatura. Detto così non mi ispirava, e l'ho lasciato qualche anno nel comodino a prendere polvere. Poi l'ho aperto e ho trovato un mondo: la scrittura di Brigaglia ti afferra e non ti lascia più andare, gli articoli hanno un ritmo micidiale, e raccontano un mondo tanto interessante quanto drammatico, osservato da uno - l'autore - che l'ha vissuto in prima persona attraverso l'amicizia con gli Inti Illimani e i viaggi in terra cilena. E' edito da Tema, al prezzo di 12.00 euro.
     
    5- Le donne di Balthus di Valentina Neri.
    Il libro è uno solo, ma le trame che si intessono sono tre: quelle di tre donne i cui destini si intrecciano. Non voglio svelare di più, o rischio di scoprire troppo le carte. Ne consiglio caldissimamente la lettura agli amanti dell'arte e no. La casa editrice è la mitica Arkadia, il prezzo è di 15.00 euro.
     
    6- Paese di fango di Dolores Cabras.
    Questo libro è una delicatissima poesia. Non nel senso che è scritto in versi, ma nel senso che la penna dell'autrice è raffinata, dolce, elegante. Eppure la trama è viscerale: in un paese senza colori, unica regola che vige è quella che - recuperando l'Antico Testamento - vieta ai pittori di esprimersi nel loro lavoro. Ma una notte qualcosa scombussola tutto, e il colore torna nel paese.
    Il libro è del Cenacolo di Ares (è vero che io sono di parte, ma assicuro che non vi pentirete di averlo acquistato) e il prezzo è 12.00 euro.
     
    7- Cimettolafaccia di Costanzo Ferraro.
    Costanzo Ferraro racconta una storia che coincide con la sua vita. Una vita che si è rifiutato di far coincidere con la sua malattia: un danno permanente al sistema nervoso centrale. La scrittura è quella di un ingegnere informatico: lineare, limpida. Per riassumere questo libro potremmo definirlo così: un testo esemplare che racconta la verità sofferta senza troppi lamenti e con ribadita volontà di salvezza. Casa editrice: Valigie Rosse. Prezzo: 12.00 euro.
     
    8- Serpenti di Daniel Krupa.
    Torno nuovamente su Caravan che è una casa editrice che mi piace parecchio. Ancora una storia ambientata in Sud America, stavolta sul limitare della foresta. Tre ragazzi si scoprono là nel passaggio tra l'adolescenza e la maturità, e si trovano a dover affrontare le proprie paure e i propri cambiamenti. Prezzo di copertina: 9.50.
     
    9- Il signor Bovary di Paolo Zardi.
    Il signor Bovary è un libro troppo corto per essere definito "romanzo", ma troppo lungo per rientrare nella forma del "racconto". Precisamente quel numero di pagine che io adoro! Forse più che della trama vorrei parlarvi della forma, di una scrittura rapida, battente, incessante; di una prima persona sibillina. Anzi, sì, della trama non dico proprio nulla. Però vi invito a leggerlo! La casa editrice è Intermezzi, il prezzo 5.00 euro.
     
    10- Zonzo di Alessia Terrusi.
    Zonzo è, come li chiama qualcuno, un "social book", nel senso che è nato da un insieme di post di facebook. Un'idea che, di per sé, non mi ha mai attratto molto, ma che nel caso della Terrusi fa eccezione: il libro è veramente, veramente, veramente divertente. Parla della quotidianità, vissuta in prima persona dallo sguardo attento e mordace di una ragazza di venticinque anni. Il regalo perfetto per far tornare il sorriso. Cenacolo di Ares, 10.00 euro.


    BUON NATALE!!!

    Carola Farci

  2. Dal terrazzo di casa

    venerdì 5 dicembre 2014

    Affacciata al terrazzo di casa, vengo nuovamente fagocitata dal piccolo cosmo condominiale che mi circonda. Non c'è mai niente di nuovo, eppure niente è così affascinante come la quotidianeità altrui.
    Il tempo di una sigaretta permette a stralci di vita di sfilarmi sotto gli occhi.

    Una macchina entra nel vialetto, si ferma. Dal sedile del passeggero scende una donna, chiude lo sportello e apre quello posteriore. Le sue braccia si tuffano dentro, due più piccole si sporgono fuori, talmente bianche che quasi brillano al buio. Riemerge la donna con in braccio il bambino, esausto, se lo mette in braccio e chiude piano la portiera. Come un eroe discreto che ha appena salvato il figlio dalla grotta del drago, la donna mette una mano sulla schiena del bimbo e scompare dentro il proprio cancello.

    Mi sposto nel giardinetto vicino, e vedo una finestra con le tende scostate. Anzi no, è una porta finestra. Riesco a distinguere un tappeto e due poltrone. Una coppia è seduta. Probabilmente guardano la tv, hanno le gambe orientate nella stessa direzione. Chissà se parlano. Dalle scarpe e dai jeans non sembrano vecchi.
    Lei agita i piedi, gli stivali, lui accenna un movimento continuo e nervoso con la gamba. Forse stanno per girarsi l'uno di fronte all'altro, magari mi troverò ad assistere a una scena di sesso selvaggio sul tappeto.
    Molto più probabilmente hanno solo freddo.
    Il freddo di dicembre, un dicembre strano e appiccicoso, che mi si attacca alla gola mentre sto qui a spiare dettagli di vita d'altri.

    Da un balcone si affaccia donna anziana, no, mi sto sbagliando, è ancora giovane, solo con il viso stanco e struccato. Guardo meglio e sì, è una donna di quelle che piacciono a me, segnate dagli anni, dai pensieri, dai cambiamenti del corpo e della mente, forse un po' rudi, di quelle che non ce le vedi mica male a dirigere un carcere minorile. Chiude le serrande con un colpo secco.
    Quasi avrei voluto che avesse alzato lo sguardo, sorprendendomi a condividere per un attimo il suo gesto. Accorgendosi a malapena di quanti anni della sua vita io stia ricostruendo sulla base di quella ruga in mezzo alla fronte che la rende così cupa, così attenta, così concentrata mentre compie quel movimento meccanico.
    Quasi mi trovo a desiderare che ricompaia, che faccia qualcosa di strano e inaspettato perché ignora che due occhi estranei la stanno guardando.
    Ma è solo il gesto serale di chi si prepara a dormire, e il mio voyeurismo si risolve ancora una volta nella cronaca della banalità.

    Arriva un'altra macchina. Anche questa si ferma.
    Dal posto passeggeri scende una vecchia. La macchina riparte, andrà a riporsi nel garage.
    La vecchia si appoggia al bastone e viene inghiottita dal buio, piano piano, come se tutta la notte fosse la sua camera da letto.

    Dal terrazzo di casa, il mio sguardo può spaziare su questa tranquilla monotonia.

    E per la prima volta non ne è offeso, non ne sente il peso.
    Mi trovo a sorridere di quelle vite, e ad augurare loro di continuare a scorrere uniformi e serene.
    Ché in fondo non c'è niente di sbagliato nel preferire il calmo fluire di un fiume al rimbombo assordante delle rapide.

    Butto il mozzicone nel vialetto, mi sbaglio e invece del tombino centro il canale di scolo del terrazzo vicino.
    Mi sporgo per controllare che la siepe non prenda fuoco, ci manca solo che a tutte queste vite fantasticate ponga fine proprio io.

    Mi rialzo e alzo lo sguardo al cielo. Le narici dilatate, il freddo di dicembre che mi punge la gola.
    Sento due braccia intorno alle mie spalle e la barba sul collo.

    No, la vita di nessuno, in fondo, è poi così banale.                                                        
                                     
                                                   
                                                                                                                             Alessia Terrusi