Premetto sin da ora che quest'intervento vuole essere soprattutto provocatorio, ma si prefigge una riflessione su temi tabù di cui non è assolutamente possibile parlare. Salvo essere etichettato come fascisti e antidemocratici.
Bene, dato che più a sinistra di me c'è solo la parete, sono pronta a prendermi gli insulti qua sopra per avanzare dei dubbi sulla liceità del suffragio universale.
(Lo so, l'ho sparata, ma adesso lasciatemi spiegare....)
Di tanto in tanto, su facebook, mi capita di leggere post evidentemente falsi. E quando dico evidentemente, intendo proprio che sono sotto ogni evidenza una bufala, tanto che viene da ridere. Esempi? Ville con piscina e viaggi vacanza regalati ai rom, ministri - guardacaso - neri che vanno a servire alla Caritas con orologi che valgono più di un grattacielo di New York, e molti altri che il mio cervello in questo momento si rifiuta di riportare al livello conscio. Ripeto: leggendo queste notizie viene da ridere. Eppure no, non c'è nulla da ridere. Non c'è nulla da ridere perché qualcuno decide di condividerle spacciandole per "le notizie che il potere non vuole si diffondano". In questo modo, la cazzata spesso finalizzata al razzismo, infiocchettata di teorie complottistiche e rimbalzata da chi non si cura della veridicità di ciò che sta condividendo nel web, impazza nei socialnetwork, alimentando e catalizzando nella direzione sbagliata la giusta rabbia di oggi.
E questo è il primo punto della riflessione.
Il secondo è questo: http://www.wired.it/play/cultura/2014/04/11/nuovi-analfabeti-usano-facebook-ma-non-sanno-interpretare-la-realta/?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired. Un articolo interessante sull'analfabetismo oggi nel nostro Paese. Con dati preoccupantissimi.
E voi direte: ma cosa c'entra? Cosa c'entrano questi due punti col diritto di voto?
C'entra.
C'entra perché per guidare la macchina devo necessariamente aver superato l'esame di guida. Per aprire un ristorante devo avere il SAB. Per insegnare devo avere un'abilitazione. E per votare? è ovvio (no, non l'ho ribadito abbastanza, quindi lo ridico: è OVVIO) che non si possa neppure pensare di legare l'istruzione al diritto di voto (per lo meno non sinché l'istruzione non sarà totalmente gratuita, e anzi, come fanno in alcuni Paesi da questo punto di vista più avanti di noi, non si verrà addirittura stipendiati per studiare). Però sì che sarebbe necessario che tutti coloro che vanno a mettere la propria crocetta, che tanto influisce sulle nostre vite tutte, avessero per lo meno una vaga cognizione di ciò che stanno facendo (e, ripeto, ciò non è detto che abbia a che fare con l'istruzione). Proprio come garanzia di democraticità, in senso qualitativo, e non superficialmente quantitativo come accade.
Solo che il problema si pone subito dal punto di vista pratico: come fare per verificarlo? Non è possibile, salvo fare forse un esame di Educazione civica all'ingresso del seggio. Da escludere. E se l'esame si facesse alle superiori, per esempio? Come quarta materia obbligatoria per tutti? O se, ancora, si facesse all'uscita dalle medie, dato che non tutti si iscrivono alle superiori? Insomma, che si inserisca all'interno della preparazione di ogni cittadino di questo Stato un percorso che garantisca per lo meno di sapere cos'è una bicamerale!
E poi, certo - ma questo è un passo ancora ulteriore -, sarebbe bello che lo Stato si preoccupasse non solo di non formare analfabeti che sanno solo scrivere una X, ma anche di non creare analfabeti funzionali, che quando leggono un testo su facebook non si rendono neppure conto che è una bufala grande quanto un elefante! Chissà che il non bersi certe supercazzole del web non sia il primo passo per non bersi quelle elettorali e non ricascare più nel ventennio che abbiamo appena messo alle spalle.
Ma questa è già utopia.
Il dibattito è aperto. Avanti con gli insulti!
Carola Ludita Farci

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