La fantasia è un posto dove ci piove dentro. (Da
visibilità, Lezioni americane, Italo Calvino)
Della
stagione del vento
A perdere il giorno come ogni giorno.
Forse
che nella vita abbiamo scelto di aspettare, di muoverci leggeri senza mai
esserci mossi. Forse che tutto questo: ma siamo ancora vivi:
Seduti
sul tetto a guardare il cielo. Io, Giglio TestaGrande e Sonia Porcella
l'innamorata mia.
Prendimene
un po', di vento! Dice Sonia Porcella l'innamorata mia. Prendimene un po' che
ti do un bacio sulla guancia.
Sonia
Porcella l'innamorata mia legge giornali con uomini
palestrati e donne bellissime. Invece lei è brutta. Brutta come il debito della
mia famiglia. Ma un giorno volerà da campanile a campanile, da chioma d'albero
a chioma d'albero, da stella a stella. Allora penso che la sua morte sarà molto
romantica.
Sonia
Porcella dicono tutti che è molto brutta ma io la amo molto. Si vede dagli
occhi. Quando dice, Prendimene un po', di vento! Quando lo dice con quel fiato
penso che non c'è una cosa viva a Nurcei
che le somiglia, e se pure le somiglia, è meno di lei.
Quindi
se Sonia Porcella l'innamorata mia vuole un po' di maestrale, io farò di tutto:
faccio di tutto ma il vento sarà suo.
Siamo
ancora vivi:
Seduti
sul tetto a guardare il cielo. Io, Giglio Testagrande e Sonia Porcella
l'innamorata mia.
Giglio
TestaGrande è un amico mio anche se negli ultimi mesi è un po' meno amico. Per
via del fatto che lui e Sonia si guardano con occhi nuovi e luminosi, si
mandano le faccine al cellulare e c'è una strana intimità che li tiene
appiccicati.
Anche
lui mi guarda come per dire, Beh, non ci riesci a catturare il vento?
Giglio
TestaGrande si mette con la schiena sull'eternit e guarda il cielo.
L'hai
vista? Dice Sonia. Una stella cadente. Anche se è giorno e di stelle non si
vede nemmanco una scintilla. Lei ha molta fantasia.
Tutti
i bambini sui tetti delle case aspettano che il vento porti su la polvere. Ci
piace annusare l'eternit, ci lascia un sapore dolciastro in bocca e ne andiamo
pazzi.
Tutti
i bambini sui tetti delle case sono pronti a spiccare il volo in ogni momento.
Siamo leggeri perché fatti della stessa materia dei sogni.
Prendimene
un po', di vento! E lo dice ancora una volta, Prendimene un po' che ti do un
bacio sulle labbra. Sulle labbra.
È
in quel momento che il maestrale sì alza sopra i muri e mi strappa la camicia
di dosso. Non penso più, adesso agisco. I venti bisticciano e rischiano di
farci cascare giù. Eppure i bambini non hanno paura, i bambini di Nurcei sono
immortali.
Non
penso più, adesso agisco. Faccio venti flessioni e tutti mi guardano come per
dire: Minchia! Forte quello lì! E sono forte per davvero. Anche Giglio
TestaGrande mi guarda e pensa che sono meglio di lui. E Sonia Porcella come mi
guarda lei non mi guarda nessuno.
Faccio
un salto mortale e cado sulla strada di ciottoli. Quasi per morire. Il piede si
gira malamente e sembra che vuole staccarsi dal resto del corpo. Diventa pure
gonfio come una salsiccia! Dico io, Non ho paura del dolore! Gli altri bambini
applaudono. Arrivano applausi da tutti i tetti per il salto olimpionico. Arriva
qualche applauso anche per le folate furiose di maestrale.
Il
vento è come il Re di questo paese: scuoia le case di mattoni, confonde le
rondini e le loro direzioni di volo, piega gli alberi fino a terra che sembrano
gobbi, spinge le persone giù dalle scarpate per farle morire.
Cammino
e poi corro, e poi corro più forte. Giro per le vie più strette e prendo la
salita che porta alla collina di Nurcei, dove ci sono pietre dappertutto,
infatti Nurcei vuol dire Pietre. C'è anche una torre di muschio da dove si può
vedere il mare. Qualcheduno dice che una strega venuta da Athênai e passata per Biddexidru sia approdata a
Nurcei. Era una Madre del vento, o una semplice strega? E proprio dalla cima di
quella torre lei ha gettato le maledizioni ventose.
Imperversamento
di vento, continuo, mentre salto le panchine e brucio gli stop. I Tzius inchiodati
al bar. Mi vedono mentre corro e pensano che sono come un fulmine. Fulmine! Pensano.
E qualcheduno lo dice a voce alta.
Sento
un boato, si chiudono le imposte alle finestre. I Tzius alzano i bastoni e gli
aperitivi, sembra che mi dicono di stare attento. Fulmine! È una Porche Carrera
fatta con i soldi della droga che mi prende in pieno e mi schianta sul muro.
Mille duemila euro di danno. Quello della Porche Carrera fatta con i soldi
della droga scende e mi guarda come per dire: Adesso paghi tutto! Io lo guardo
come per dire che sono pronto a combattere. Ma quello della Porche Carrera
fatta con i soldi della droga è anche un famoso pugile di Nurcei, e non basta
che ho la schiena fracassata e un braccio ad angolo retto, e non basta tutto
questo che mi stende con un pugno. Addio denti.
Faccio
ancora uno sforzo e riesco ad arrivare in collina. Vedo la torre di muschio di
Nurcei. Se Sonia Porcella l'innamorata
mia vuole un po' di vento io lo catturerò per lei. Salgo sulla pietra più alta.
Prendo le folate più forti dritte in faccia. Ora che sono felice non ho più
paura di niente. Nemmanco dolori sento, eppure sono tutto un livido e
sanguinamento.
Dalla
torre di muschio si vede la costa e il mare schiumoso, la scogliera e questo
paese appeso alla roccia. Qua e là i segni di un'antica civiltà che costruiva
con l'argilla e con la paglia. Là e qua i segni di un'antichissima civiltà che
costruiva con la pietra.
Alzo
le braccia al cielo e indico la mia busta di carta. Simulando paraboliche
cadute. Ridendo molto. Apro la busta e cerco di raccogliere le folate più
grosse, di imbustare più vento possibile per Sonia Porcella l'innamorata mia.
Stendo le braccia, mi allungo, urlo e agito i pugni: sembra difficile catturare
il vento: sembra impossibile. È impossibile.
Sonia
Porcella l'innamorata mia mi ha preso in giro: il vento non si può fermare,
mai. Sarebbe come fermare i sogni degli abitanti di Nurcei, e i sogni sono
trasparenti e nessuno ce li può togliere.
Poi
quando penso che Giglio TestaGrande e Sonia Porcella l'innamorata mia sorridono
felici di catturare le stelle, sopra un tetto bellissimo e profumato, proprio
in quel momento mi accorgo che ho tutte le ossa frantumate e sto sanguinando.
Sulle
coperture delle case tutti i bambini ridono di me. Applaudono per il grande
vento e per il frastuono del cielo. Tutti assieme sono pronti per alzarsi più
in alto del salto. Sono pronti per spiccare il volo.
Mauro
Tetti

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