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  1. Della stagione del vento

    domenica 10 novembre 2013

    La fantasia è un posto dove ci piove dentro. (Da visibilità, Lezioni americane, Italo Calvino)
          
           Della stagione del vento


                A perdere il giorno come ogni giorno.
                Forse che nella vita abbiamo scelto di aspettare, di muoverci leggeri senza mai esserci mossi. Forse che tutto questo: ma siamo ancora vivi:
                Seduti sul tetto a guardare il cielo. Io, Giglio TestaGrande e Sonia Porcella l'innamorata mia.
               
                Prendimene un po', di vento! Dice Sonia Porcella l'innamorata mia. Prendimene un po' che ti do un bacio sulla guancia.
                Sonia Porcella l'innamorata mia legge giornali con uomini palestrati e donne bellissime. Invece lei è brutta. Brutta come il debito della mia famiglia. Ma un giorno volerà da campanile a campanile, da chioma d'albero a chioma d'albero, da stella a stella. Allora penso che la sua morte sarà molto romantica.
                Sonia Porcella dicono tutti che è molto brutta ma io la amo molto. Si vede dagli occhi. Quando dice, Prendimene un po', di vento! Quando lo dice con quel fiato penso che non c'è una cosa viva a Nurcei che le somiglia, e se pure le somiglia, è meno di lei.
                Quindi se Sonia Porcella l'innamorata mia vuole un po' di maestrale, io farò di tutto: faccio di tutto ma il vento sarà suo.
               
                Siamo ancora vivi:
                Seduti sul tetto a guardare il cielo. Io, Giglio Testagrande e Sonia Porcella l'innamorata mia.
                Giglio TestaGrande è un amico mio anche se negli ultimi mesi è un po' meno amico. Per via del fatto che lui e Sonia si guardano con occhi nuovi e luminosi, si mandano le faccine al cellulare e c'è una strana intimità che li tiene appiccicati.
                Anche lui mi guarda come per dire, Beh, non ci riesci a catturare il vento?
                Giglio TestaGrande si mette con la schiena sull'eternit e guarda il cielo.
                L'hai vista? Dice Sonia. Una stella cadente. Anche se è giorno e di stelle non si vede nemmanco una scintilla. Lei ha molta fantasia.
                Tutti i bambini sui tetti delle case aspettano che il vento porti su la polvere. Ci piace annusare l'eternit, ci lascia un sapore dolciastro in bocca e ne andiamo pazzi.
                Tutti i bambini sui tetti delle case sono pronti a spiccare il volo in ogni momento. Siamo leggeri perché fatti della stessa materia dei sogni.

                Prendimene un po', di vento! E lo dice ancora una volta, Prendimene un po' che ti do un bacio sulle labbra. Sulle labbra.
                È in quel momento che il maestrale sì alza sopra i muri e mi strappa la camicia di dosso. Non penso più, adesso agisco. I venti bisticciano e rischiano di farci cascare giù. Eppure i bambini non hanno paura, i bambini di Nurcei sono immortali.
                Non penso più, adesso agisco. Faccio venti flessioni e tutti mi guardano come per dire: Minchia! Forte quello lì! E sono forte per davvero. Anche Giglio TestaGrande mi guarda e pensa che sono meglio di lui. E Sonia Porcella come mi guarda lei non mi guarda nessuno.
                Faccio un salto mortale e cado sulla strada di ciottoli. Quasi per morire. Il piede si gira malamente e sembra che vuole staccarsi dal resto del corpo. Diventa pure gonfio come una salsiccia! Dico io, Non ho paura del dolore! Gli altri bambini applaudono. Arrivano applausi da tutti i tetti per il salto olimpionico. Arriva qualche applauso anche per le folate furiose di maestrale.
                Il vento è come il Re di questo paese: scuoia le case di mattoni, confonde le rondini e le loro direzioni di volo, piega gli alberi fino a terra che sembrano gobbi, spinge le persone giù dalle scarpate per farle morire.
                Cammino e poi corro, e poi corro più forte. Giro per le vie più strette e prendo la salita che porta alla collina di Nurcei, dove ci sono pietre dappertutto, infatti Nurcei vuol dire Pietre. C'è anche una torre di muschio da dove si può vedere il mare. Qualcheduno dice che una strega venuta da Athênai  e passata per Biddexidru sia approdata a Nurcei. Era una Madre del vento, o una semplice strega? E proprio dalla cima di quella torre lei ha gettato le maledizioni ventose.
                 
                Imperversamento di vento, continuo, mentre salto le panchine e brucio gli stop. I Tzius inchiodati al bar. Mi vedono mentre corro e pensano che sono come un fulmine. Fulmine! Pensano. E qualcheduno lo dice a voce alta.
                Sento un boato, si chiudono le imposte alle finestre. I Tzius alzano i bastoni e gli aperitivi, sembra che mi dicono di stare attento. Fulmine! È una Porche Carrera fatta con i soldi della droga che mi prende in pieno e mi schianta sul muro. Mille duemila euro di danno. Quello della Porche Carrera fatta con i soldi della droga scende e mi guarda come per dire: Adesso paghi tutto! Io lo guardo come per dire che sono pronto a combattere. Ma quello della Porche Carrera fatta con i soldi della droga è anche un famoso pugile di Nurcei, e non basta che ho la schiena fracassata e un braccio ad angolo retto, e non basta tutto questo che mi stende con un pugno. Addio denti.
                Faccio ancora uno sforzo e riesco ad arrivare in collina. Vedo la torre di muschio di Nurcei.  Se Sonia Porcella l'innamorata mia vuole un po' di vento io lo catturerò per lei. Salgo sulla pietra più alta. Prendo le folate più forti dritte in faccia. Ora che sono felice non ho più paura di niente. Nemmanco dolori sento, eppure sono tutto un livido e sanguinamento. 
                Dalla torre di muschio si vede la costa e il mare schiumoso, la scogliera e questo paese appeso alla roccia. Qua e là i segni di un'antica civiltà che costruiva con l'argilla e con la paglia. Là e qua i segni di un'antichissima civiltà che costruiva con la pietra.
                Alzo le braccia al cielo e indico la mia busta di carta. Simulando paraboliche cadute. Ridendo molto. Apro la busta e cerco di raccogliere le folate più grosse, di imbustare più vento possibile per Sonia Porcella l'innamorata mia. Stendo le braccia, mi allungo, urlo e agito i pugni: sembra difficile catturare il vento: sembra impossibile. È impossibile.
                Sonia Porcella l'innamorata mia mi ha preso in giro: il vento non si può fermare, mai. Sarebbe come fermare i sogni degli abitanti di Nurcei, e i sogni sono trasparenti e nessuno ce li può togliere.
                Poi quando penso che Giglio TestaGrande e Sonia Porcella l'innamorata mia sorridono felici di catturare le stelle, sopra un tetto bellissimo e profumato, proprio in quel momento mi accorgo che ho tutte le ossa frantumate e sto sanguinando.
                Sulle coperture delle case tutti i bambini ridono di me. Applaudono per il grande vento e per il frastuono del cielo. Tutti assieme sono pronti per alzarsi più in alto del salto. Sono pronti per spiccare il volo.

                                                                                                             
                                                                                                  Mauro Tetti



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