Incantatori di Serpenti
è l’opera prima di uno studente di Guspini, Carmine Frau. È un romanzo breve
che narra la storia di vari personaggi uniti dalla ricerca di un uomo
misterioso, non si sa se reale o frutto di fantasia. Così c’è il Gringo, colui
che si sente straniero in casa propria e per questo decide di migrare alla
ricerca di qualcosa che non può trovare; Pwim, un dodicenne, orfano, che di
mestiere fa il barbiere perché adora «il suono delle forbici affilate che
ticchettano sopra la testa delle persone» (p. 61); c’è Edga, ragazzina dalla
pelle candida, le lentiggini, e una forte predilezione per il silenzio; infine
c’è uno Scrittore, di cui non sappiamo quasi nulla, se non che gestisce il
rapporto col lettore.
Il
romanzo di Carmine Frau è un racconto leggero. Sono pagine che scivolano via,
tra descrizioni di luoghi e tempi inesistenti o non precisati, e una perenne
sensazione di sospensione nel vuoto. Le immagini si susseguono per
accostamento, i dialoghi scarseggiano, la sintassi è semplice e scattante. La
creatività dell’autore ricorda il realismo magico sudamericano, regala sogni e
domande senza risposta.
Carmine Frau, 29 anni, è laureato in Scienze
Politiche all’università di Cagliari, con una tesi sull’Asia orientale.
Carola Farci
(questa recensione è già uscita, in una versione leggermente modificata, nel Sardegna Quotidiano dell'agosto 2013)


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