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  1. Il pensiero

    domenica 20 ottobre 2013

    Il pensiero si inerpica
    sulle salite impervie
    s’intrufola negli anfratti,
    s’attorciglia
    o si lancia verso l’infinito seguendo improbabili traiettorie.
    A volte s’adagia, beato, nel sollievo della certezza
    (poche volte, quest’ultima, a dire il vero: forse solo due o tre, non di più, nel corso di una vita).
    Non si ferma, il pensiero, davanti ai muri, contro i muri
    rimbalza, torna in dietro
    rimbomba,
    ma non si ferma.
    Nè si ferma davanti alla distesa del mare,
    anzi, sulla distesa del mare s’invola,
    e parte spedito
    come un proiettile
    fino ad arrivare laggiù,
    dove il mare finisce ed inizia il cielo.
    E quando, dopo essersi imbambolato per un attimo,
    in certe notti d’estate,
    ancora una volta stupito
    davanti allo volta celeste,
    subito si scuote e si fionda lassù, fra le stelle,
    fino ad arrivare a cercare la presenza di Dio, oltre le stelle.

    E Dio non c’è. O, se c’è, dorme.

    Mi lascia inebetito, il pensiero.
    Mi stupisce la sua capacità di saltare di palo in frasca
    tra il lusco e il brusco
    di qua e di là
    tra il prima e il poi.
    Mi lascia di stucco
    quando penso di afferrarlo
    e un attimo dopo si trasforma in un altro
    e poi in un altro ancora
    e non si sa più dove vada a nascondersi.
    E quando ormai smetto di cercarlo,
    allora all’improvviso balza fuori,
    per sorprendermi,
    in un lampo.

    Il pensiero non vuole,
    non vuole, ma vola.
    Il pensiero non ha né intenzione né direzione.
    Può andare a cercare uno scopo, a volte,
    ma in realtà non ha uno scopo,
    per sua natura non ha né fini né secondi fini.
    Il pensiero schizza via
    quando meno te lo aspetti.
    Appena tocca un punto, schizza via.
    E si disperde nella nebbia.

    Il pensiero si dipana
    S’arrovella
    S’attropiglia
    S’incasina
    S’incatena
    S’incancrenisce
    nei soliti andirivieni
    S’intestardisce
    nel continuo cercare di superare sempre lo stesso ostacolo fino a che non
    S’intontisce
    S’imbambola
    S’inaridisce fino a seccarsi
    Si dissolve nel nulla
    o si materializza in una forma
    iIn un colore, in una nota, in una parola.
    A volte si perde, il pensiero.
    Negli spazi infiniti alla ricerca di un dio,  il pensiero si perde.
    Sulla distesa del mare alla ricerca dei confini del mondo, il pensiero si perde.
    Fra le pareti di casa, alla ricerca di una plausibile via d’uscita, il pensiero si perde.
    Non sempre. Anzi, raramente.
    Ma succede.
    Il rischio c’è. E’ inutile negarlo.
    E quando si perde il pensiero
    si perde il senso.

    E allora son dolori.


    Giuseppe Boy

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