Il pensiero si inerpica
sulle salite impervie
s’intrufola negli anfratti,
s’attorciglia
o si lancia verso l’infinito seguendo
improbabili traiettorie.
A volte s’adagia, beato, nel
sollievo della certezza
(poche volte, quest’ultima, a
dire il vero: forse solo due o tre, non di più, nel corso di una vita).
Non si ferma, il pensiero,
davanti ai muri, contro i muri
rimbalza, torna in dietro
rimbomba,
ma non si ferma.
Nè si ferma davanti alla
distesa del mare,
anzi, sulla distesa del mare s’invola,
e parte spedito
come un proiettile
fino ad arrivare laggiù,
dove il mare finisce ed
inizia il cielo.
E quando, dopo essersi
imbambolato per un attimo,
in certe notti d’estate,
ancora una volta stupito
davanti allo volta celeste,
subito si scuote e si fionda
lassù, fra le stelle,
fino ad arrivare a cercare la
presenza di Dio, oltre le stelle.
E Dio non c’è. O, se c’è,
dorme.
Mi lascia inebetito, il
pensiero.
Mi stupisce la sua capacità
di saltare di palo in frasca
tra il lusco e il brusco
di qua e di là
tra il prima e il poi.
Mi lascia di stucco
quando penso di afferrarlo
e un attimo dopo si trasforma
in un altro
e poi in un altro ancora
e non si sa più dove vada a
nascondersi.
E quando ormai smetto di
cercarlo,
allora all’improvviso balza
fuori,
per sorprendermi,
in un lampo.
Il pensiero non vuole,
non vuole, ma vola.
Il pensiero non ha né
intenzione né direzione.
Può andare a cercare uno
scopo, a volte,
ma in realtà non ha uno scopo,
per sua natura non ha né fini
né secondi fini.
Il pensiero schizza via
quando meno te lo aspetti.
Appena tocca un punto,
schizza via.
E si disperde nella nebbia.
Il pensiero si dipana
S’arrovella
S’attropiglia
S’incasina
S’incatena
S’incancrenisce
nei soliti andirivieni
S’intestardisce
nel continuo cercare di superare
sempre lo stesso ostacolo fino a che non
S’intontisce
S’imbambola
S’inaridisce fino a seccarsi
Si dissolve nel nulla
o si materializza in una
forma
iIn un colore, in una nota,
in una parola.
A volte si perde, il
pensiero.
Negli spazi infiniti alla ricerca
di un dio, il pensiero si perde.
Sulla distesa del mare alla
ricerca dei confini del mondo, il pensiero si perde.
Fra le pareti di casa, alla
ricerca di una plausibile via d’uscita, il pensiero si perde.
Non sempre. Anzi, raramente.
Ma succede.
Il rischio c’è. E’ inutile
negarlo.
E quando si perde il pensiero
si perde il senso.
E allora son dolori.
Giuseppe Boy

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