E poi la fine. La fine più triste del mondo se
esiste. In un modo così bello, nel modo più bello del mondo, non ci riesce
nessuno a raccontarla: non esiste. Non ci riesce nemmanco lo scrittore più
bravo del mondo. La possono raccontare solo le bestie del circo di Nurcei.
A
perdere il giorno come ogni giorno.
Forse
che nella vita abbiamo scelto di aspettare, di muoverci leggeri senza mai
esserci mossi. Forse che tutto questo: ma siamo ancora vivi:
Seduti
sul tetto a guardare il cielo. Io e Sonia Porcella l'innamorata mia.
Sono
passati molti mesi da quando Sonia Porcella ha perso il bambino. Adesso cadono
pezzi di neve sui tetti di eternit ed è tutto molto bianco. C'è freddo.
Sembrerebbe l'inverno se non fosse il paradiso. Sonia Porcella l'innamorata mia
non sorride più da quella volta. Adesso prende delle medicine per non sentire
il pianto del neonato.
Ho
un vuoto dentro! Dice. Prendimene un po', di libertà!
Quando
lo dice con quel fiato penso che non c'è
una cosa viva a Nurcei che le somiglia, e se pure le somiglia, è meno di lei.
E
come faccio? Chiedo io.
Libera
le bestie del circo di Nurcei, se ci riesci.
Se
Sonia Porcella l'innamorata mia vuole vedere la libertà, io la prenderò per
lei. Se serve un pugno di libertà per farla sorridere, beh, eccola nelle bestie
di questo villaggio.
Seduti
sul tetto a guardare il cielo. Io e Sonia Porcella l'innamorata mia. Si vede da
lontano che siamo ancora bambini, ma come marito e moglie. Ci amiamo molto si vede
dagli occhi.
L'hai
vista? Dico io. La neve che cade e fa diventare tutto bianco? Anche se siamo a
Nurcei e la neve a Nurcei non si è mai vista. Io ho molto fantasia.
Sonia
Porcella l'innamorata mia mette un braccio sulla mia spalla. I suoi capelli per
un millesimo di secondo infinito sembrano bellissimi e biondi, poi invece sono
come sempre: colore di coala che scappa. Mi viene da dirle una cosa che ho
sentito alla televisione:
“Sei
più dolce dell'aria della sera, che veste la beltà di mille stelle, più
luminosa di Giove in fiamme, e nessun altra mai sarà mia amante.”
Poi
alla fine non dico niente.
Sonia
invece parla: Prendimene un po', di libertà! Dice.
Aspettami
qua, rispondo. E corro.
Adesso
che la neve scende più fitta. Scendo dal tetto e mi metto a correre lungo il
canale dorato. Mi spinge una cosa che si chiama materia oscura, viene dallo
spazio e nessuno sa cos'è: l'ho visto alla televisione. Alla fine del canale
dorato c'è il camposanto di Nurcei. Si sente una musica nuova, una musica di
Rocchenroll.
It started to snow on Christmas Eve in the middle of the
night
Walkin through the state park zoo and everything is white... (Note musicali)
Walkin through the state park zoo and everything is white... (Note musicali)
Yaya
Nora nonna mia mi viene dietro agitando un legno di vite, dice che non posso
andare a giocare con le bestie del circo di Nurcei, che è pericoloso. Ma io una
volta l'ho vista uccidere un gatto quindi penso che sono più pericolosi gli
esseri umani.
Vado
come un fulmine.
Bisogna
attraversare il forestale di eucalitti, c'è buio e silenzio. I coala dormono
sotto le fronde, non rompono. I cani randagi invece mordono i culi degli
abitanti di Nurcei. Tengo tre pietre in saccoccia: una per difesa personale;
una per portafortuna; una per regalo a Sonia Porcella l'innamorata mia, è una
pietra preziosa.
Oltre
il forestale di eucalitti c'è il circo dimenticato di Nurcei, ci sono le gabbie
da due inverni. Sono così strette e buie che ti viene da dire: No! No! Povere
bestie. Un omino muscoloso porta da mangiare ogni due giorni. Carne fresca e
mezze birre per i leoni. Crocchette per gli iorkshair.
Quando
arrivo alle gabbie vedo gli occhi tristi delle bestie, mi sembra che tutto
ondeggi. La neve ha coperto i colori delle rulot. Se ti capita di venire la
notte c'è un azzurro purissimo, dall'alto si possono contare tutte le stelle,
si specchiano nelle pellicce degli animali.
Vado
avanti e indietro. Apro la gabbia dell'elefante, quella degli iorkschair. Apro
la gabbia dei leoni e loro mi guardano come per dire: Adesso ti mangio! Io
mostro la pietra per difesa personale e loro mi guardano come per dire: Paura.
Non c'è pace finché non riesco a raccogliere un po' di libertà. Un pugno di
libertà per Sonia Porcella l'innamorata mia. Allungo le braccia tiro calci alle
bestie per farli uscire di fuori. Ma niente, non ne vogliono sapere. Hanno
paura o brutta voglia. O forse cercano di farmi capire che non ci sarà nessuna
libertà?
Non
esiste libertà per noi abitanti di Nurcei.
I opened up the fence where the peacocks were, the lamas
were
Unleashed the snakes and seals could all get out, but they
Refused to leave... (Note musicali)
Unleashed the snakes and seals could all get out, but they
Refused to leave... (Note musicali)
E
poi la fine.
La
fine più brutta per me.
Entro
nel forestale di eucalitti e mi lascio dietro gli animali nelle loro gabbie.
Voglio andare da Sonia Porcella l'innamorata mia e chiedere spiegazioni. I
coala piangono e ho un brutto presentimento. Prendo a camminare sempre più
veloce. Corro. Il cuore lo sento nella testa gigante che mi ritrovo.
Le
bestie del circo di Nurcei non si squassano festeggiando, non muovono la coda.
Gli occhi mi guardano come per dire: Sparisci! Ti sei fatto prendere in giro.
La libertà non si può catturare con le mani. Loro dicono la libertà. Non la
puoi catturare e regalare come fai con i gioielli. Eccetera.
Corro
lungo il canale dorato e c'è una puzza lunghissima di sangue. Yaya Nora nonna
mia cerca di fermarmi e ha gli occhi pieni di lacrime, e io non ho mai visto
una nonna piangere prima di adesso. Mi preoccupo molto per la morte di
qualcheduno.
Guardo
il sole per farmi male agli occhi. Mi tranquillizzo perché Sonia Porcella
l'innamorata mia sta bene e mi aspetta sul tetto di eternit. Yaya Nora nonna
mia mi ferma e dice di non guardare, che è già arrivata l'ambulanza e non c'è
niente da guardare. E non guardare il sole, e non guardare quello e quell'altro.
E basta! Dico io. Poi sento le gambe molli e perdo i sensi.
Quando
mi riprendo Sonia Porcella l'innamorata mia è ancora lì. E ci sono molte
persone che guardano il sangue. Il suo corpo distrutto nell'asfalto in mille
petali rossi.
Prende
a nevicare fortissimo e mi viene in mente quella cosa sentita alla televisione:
“Sei
più dolce dell'aria della sera, che veste la beltà di mille stelle, più
luminosa di Giove in fiamme, e nessun altra mai sarà mia amante.”
Fine.
Fine.
Mauro
Tetti

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